Storia

Nel Comune di Buggiano l’opera architettonica più importante è senza ombra di dubbio villa Bellavista, esempio dell’architettura toscana di fine ‘600.
Voluta da Fabio Feroni, un commerciante internazionale che si inserì anche nel lucroso contrabbando degli schiavi, che nel 1681 acquistò il titolo di marchese, la villa comprendeva inizialmente 45 poderi, la casa del fattore e un palazzo mediceo che il Feroni ampliò aggiungendo un nuovo corpo di fabbrica destinato a stalle e granaio.
bellavista angiolettiNel 1695 la famiglia fu riconosciuta come nobile e per celebrare questo successo fu ordinata la costruzione di una sontuosa villa. Questa fu progettata da Antonio Maria Ferri, uno degli architetti più in voga nella Toscana di fine ‘600, presso la corte granducale al tempo di Cosimo III. Erede dello stile classico Ammannati e con una concezione derivata dallo stile brocco romano, il Ferri progettò oltre a Villa Bellavista la cappella, il giardino e le altre sistemazioni a verde, tra cui il condotto che portò l’acqua a Bellavista dalla collina di Stignano. Tutti i lavori furono compiuti in quattro anni, nel periodo che va dal 1696 al 1699.
La presenza feudale del marchesato di Bellavista causò diverse controversie. Quella più grave fu con lo Scrittorio delle Regie Possessioni, dovuta alle bonifiche eseguite da quest’ultimo sui terreni limitrofi della fattoria di Altopascio che provocarono l’impaludamento di molti poderi del feudo e quindi un discreto danno economico per i Feroni. A causa di ciò il valore dei poderi diminuì e la proprietà iniziò a subire le prime amputazioni: alcuni poderi vennero venduti e ben presto ai Feroni non restò che la villa e i poderi intorno.
Nel 1829 la villa fu ceduta a Bonaguidi per poi passare a Ermanno Kanzler, un generale pontificio. 38991356Nel 1926 la villa fu spogliata degli arredi e degli oggetti, così come la Cappella. Nel 1933 fu acquistata dalla banca delle Marche e degli Abruzzi di Ancona che la cedette alla poligrafica F.Salvati di Foglino. Infine, nel 1938, divenne proprietà del Ministero dell’Interno, che la destinò all’Opera Nazione Assistenza Vigili Del Fuoco. Nel 1968 la villa fu chiusa e rimase per vent’anni in stato di abbandono, fino al 1992 anno dal quale è possibile visitarla sebbene con alcune limitazioni.
Oggi la villa è nuovamente aperta per le visite su prenotazione. Al piano terra è allestito il Museo Regionale dei Vigili del Fuoco, contenete mezzi, oggettistica e divise dei Vigili del fuoco dal 1870 agli anni 1960.

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